MITSUBISHI / La sfida dell'L200: l'avventuriero per vocazione va oltre il pickup

Lunedí, 26 Ottobre 2020

È l’L200 classico quello che Mitsubishi ci ha messo a disposizione per provare su strada le dotazioni fuoristradistiche di un veicolo nato per essere pickup. Quella sul mercato è la quinta generazione, sviluppata nel 2015, ma sottoposta quest’anno a un sostanzioso aggiornamento, a partire dalla scocca, progettata alla ricerca della massima robustezza: provato con test rigorosi, Mitsubishi L200 è in grado di resistere alle condizioni più gravose e impegnative, raggiungendo un livello di robustezza che fissa nuovi standard. La conferma dalla nostra prova su strada a Esino Lario, alle falde dei principali rifugi delle montagne lecchesi. Abbandonata la strada principale, in località Cainallo, ci addentriamo nel terreno argilloso e roccioso che fiancheggia antichi cascinali che testimoniano l’origine turistica del luogo: L200 riesce a superare gli ostacoli con estrema facilità, senza mai perdere in maneggevolezza e, soprattutto, in aderenza al suolo.
Merito del sistema Super Select 4WD-II, con cui il pickup del costruttore nipponico è in grado di affrontare ogni genere di terreno. Il sistema con quattro ruote motrici controlla la potenza e la capacità frenante di ogni ruota per il massimo livello di stabilità e trazione su qualsiasi superficie. Per modificare le impostazioni ci basta agire sulla manopola selettrice in plancia, scegliendo tra 2H per le strade normali o 4H per le strade sterrate (anche viaggiando su lungo raggio, a velocità fino a 100 km/h). Quando il gioco si fa più duro è sempre possibile arrestare il veicolo e impostare 4HLc o 4Llc. È il caso di una discesa impervia davanti a noi: impostando 4WD e bassi regimi con differenziale centrale bloccato si ottiene maggiore potenza in curva e la massima trazione.
Lungo la via del ritorno mettiamo alla prova le funzioni dell’L200 in fatto di sicurezza per passeggeri e conducente. Il sistema rileva una possibile collisione con un pedone: il veicolo rallenta in automatico grazie all’FCM (Forward Collision Mitigation System). Parcheggiamo su un piazzale panoramico, prima di tornare a ridiscendere in direzione Lecco: mentre facciamo retromarcia in uscita il sistema rileva la presenza di un veicolo nella parte posteriore; l’RCTA (Rear-Cross Traffic Alert) fa lampeggiare l’indicatore di direzione sullo specchietto e viene emesso un segnale acustico, oltre a un messaggio sul display multifunzionale. Impossibile non accorgersi del pericolo in tempo utile per evitarlo!
Lungo la SS36, a una velocità di circa 70 km/h, simuliamo il cambio accidentale di corsia: il sistema di sicurezza viene informato da una videocamera montata sul parabrezza; se si cambia corsia il sistema emette un allarme sonoro e sul display multifunzionale si accende la spia corrispondente.
È ormai sera inoltrata e il buio è fitto: sul pickup sono presenti fari abbaglianti automatici che passano in modalità anabbagliante quando viene rilevato un veicolo in avvicinamento, e si riattivano quando il veicolo è passato oltre, in modo tale che non si perda mai il controllo staccando le mani dal volante.
 

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