UNRAE / Netta flessione del mercato veicoli rimorchiati

Lunedí, 24 Febbraio 2020

Sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Centro Studi di UNRAE ha elaborato una stima del mercato dei Rimorchi e Semirimorchi con massa totale a terra superiore a 3,5t che restituisce per il mese di Gennaio 2020 una flessione pari a -19,1% rispetto al Gennaio del 2019 (1.150 unità immatricolate contro 1.421).
Sandro Mantella, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE, l’Associazione delle Case estere, commenta così questi dati: “La caduta del mercato prosegue ormai dall’Aprile del 2018, ed è stata a due cifre in alcuni mesi. Ma il dato di Gennaio 2020 è il peggiore che abbiamo registrato da due anni a questa parte. Le possibili ragioni di tale situazione sono state ripetutamente denunciate, ma l’attenzione del Decisore politico in merito non si è risvegliata. Il calo del mercato nonostante i finanziamenti agli investimenti nell’autotrasporto, dove i fondi destinati all’acquisto di veicoli trainati sono intesi a favorire l’intermodalità, ci dice che probabilmente non è stata fatta una fotografia corretta del settore, considerato che la necessità di rinnovo del parco è sentita anche, e forse soprattutto, per i rimorchi destinati a circolare su strada per medie percorrenze, visto che vengono impiegati mezzi particolarmente vecchi. Oltre a rendere più snelle ed efficaci le procedure per la concessione dei contributi, pensiamo che sarebbe utile definire un sistema di sostegno del comparto che si accompagnasse a una seria verifica delle condizioni del parco circolante dei veicoli trainati, tenendo presente che rimorchio e semirimorchio sono parte integrante del “complesso” che trasporta le merci, e che deve essere più sostenibile nel suo insieme, soprattutto in termini di sicurezza. In altre parole, servirebbe un’analisi dei problemi dell’autotrasporto che indicasse tutte le possibili alternative atte a migliorarne l’efficienza in termini concreti, cominciando col realizzare un miglior rapporto tra occupazione delle strade e quantità effettiva di merce movimentata. Dobbiamo poi ancora insistere sulla necessità che il Governo trovi al più presto una soluzione che permetta agli Uffici Periferici dell’Amministrazione dei Trasporti con funzioni tecniche di recuperare efficienza, perché i ritardi dovuti a scarsità di risorse e mancato aggiornamento di talune norme stanno complicando le procedure con esiti pesanti sulla produzione, in particolare dei veicoli allestiti per trasporti specifici, quali quelli in temperatura controllata e di materie pericolose. Infine, dobbiamo ricordare che con i dati in nostro possesso continuiamo ad avere serie difficoltà a inquadrare la reale composizione del parco circolante e, quindi, a individuare quelle aree dove il rinnovo si fa indilazionabile, poiché viene meno l’affidabilità complessiva del trasporto”. 

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