UNRAE / A settembre crollo mercato dei veicoli industriali

Mercoledí, 9 Ottobre 2019

"Cronaca di un tracollo annunciato". Il mese di settembre si è rivelato drammatico per i veicoli industriali. Il mercato è crollato del 23%. Questo dichiara l'ultimo studio fatto dall'UNRAE, l'Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri. Volendo analizzare la situazione in modo globale, con riferimento ai primi nove mesi, la situazione è sempre tragica. Il mercato dei veicoli con massa uguale o superiore alle 3,5 tonnellate, è calato del 6,3%. La flessione, per quanto riguarda tutti i veicoli con massa uguale o superiore alle 16 tonnellate, è del 6,6% sempre dopo i primi nove mesi di quest'anno.
Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, parla di questa situazione usando parole chiare, dirette, senza alcun mezzo termine: “Alla fine dello scorso mese di giugno, abbiamo annunciato il brusco arresto che stava subendo il mercato dei veicoli industriali, prevedendo che il 2019 potesse concludersi con un calo consolidato del 5% rispetto all’anno precedente. Ad oggi, siamo costretti a rivedere in negativo questa previsione. Se la promessa di avviare l’iter per la
presentazione delle domande di finanziamento a valere sul Decreto investimenti 2019 entro la fine dell’anno non sarà mantenuta, potremmo trovarci infatti a una contrazione ben maggiore. Nonostante i continui tentativi di sensibilizzare il decisore politico sulle criticità del settore dell’autotrasporto, continuiamo a trovarci nella imbarazzante situazione nella quale, mancando completamente qualsiasi seria e razionale strategia di
sviluppo, le imprese sono costrette ad attuare tattiche di sopravvivenza che portano allo spreco di risorse pubbliche, dal cui impiego il Paese non trae alcun beneficio. Mentre ci si lancia in vaghe affermazioni sulla necessità di attuare una politica verde sempre più avanzata, nessun progetto indica in quale modo si possa realisticamente ottenere un significativo rinnovo del parco circolante, la cui anzianità media continua intanto a crescere. Siamo al paradosso: mentre i Costruttori vengono stressati per realizzare prodotti tecnologicamente sempre più sofisticati, che rispondano a standard estremi in termini ambientali e di sicurezza, il 61,7% dei veicoli con massa totale a terra superiore alle 3,5t circolante in Italia è ante Euro IV. Siamo in presenza di un parco circolante tra i più vecchi d’Europa, con un’età media di 13,8 anni."
Fenoglio prosegue con la sua analisi, aggiungendo: "È una situazione drammatica, sia dal punto di vista della sicurezza che della sostenibilità. L’autotrasporto di merci è uno snodo essenziale dello sviluppo economico. Dunque, la diffusione di veicoli di nuova generazione deve essere promossa con decisione a tutti i livelli
da tutte le rappresentanze dei settori interessati. Occorre poi eliminare al più presto confusione normativa e vischiosità burocratica, anch’esse figlie della distrazione del sistema dal settore, che rendono estremamente faticoso per costruttori e allestitori portare i loro prodotti sul mercato in modo economicamente remunerativo e socialmente utile. Il confronto con gli altri mercati europei concorrenti, dove si fa sperimentazione e si sostiene l’innovazione, diventa sempre più deprimente. Solo con il lavoro coordinato di tutti e senza fughe velleitarie dalla realtà sarà possibile indirizzare lo sviluppo dell’autotrasporto italiano verso un aggiornamento significativo dei mezzi in circolazione, per raggiungere presto gli obiettivi che tutti, a parole, sembrano auspicare. E non dimentichiamo che il comparto di costruzione, distribuzione e assistenza dei veicoli industriali si dimostra quotidianamente un vero e proprio serbatoio di occupazione qualificata. Un serbatoio che purtroppo si sta pericolosamente svuotando, davanti alla carenza, nei prossimi anni, di circa 20.000 conducenti e oltre 5.000 tecnici specializzati. Mentre tentiamo di promuovere una formazione adeguata di giovani da indirizzare verso le aziende del comparto, dobbiamo ribadire che il lavoro in questo settore è ormai ben lontano dagli stereotipi negativi dai quali dobbiamo allontanare definitivamente l’opinione pubblica, ancora vittima di una informazione manipolata e distorta." 

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