RANDSTAD RESEARCH / Presentato a Piacenza primo rapporto sul lavoro nella logistica

Martedí, 3 Dicembre 2019

La logistica conta, complessivamente, 2,5 milioni di occupati in Italia nei diversi comparti e continua a crescere dal punto di vista occupazionale: dal 2014 al 2018 l’occupazione del settore è salita del +4,9%, rispetto ad una media italiana del +3,5% nello stesso periodo. Tuttavia, nel nostro Paese sono ben 500 mila i posti di lavoro potenzialmente a rischio nella logistica, entro il 2027. Questo a causa dell'impatto dirompente della digitalizzazione (dall’automazione dei veicoli e carrelli, alla sostituzione di lavoratori di ufficio). Si calcola che circa 600mila lavoratori dovranno radicalmente aggiornare le loro competenze per stare al passo con i cambiamenti. L’innovazione che sta investendo il settore, richiederà però anche nuove professioni: il numero di nuovi occupati, tra nuovi profili e riconversioni, da qui al 2027 potrebbe superare quello delle professioni a rischio, se la logistica saprà affrontare con successo nove grandi sfide per il futuro del lavoro.
Sono i risultati del rapporto “Le nove sfide per il futuro del lavoro nella logistica” di Randstad Research, presentato a Piacenza al convegno “Il futuro dei profili professionali della Logistica”. Come primo progetto, il centro di ricerca autonomo e indipendente sul lavoro del futuro, il cui comitato scientifico è presieduto dal Prof. Enrico Giovannini, ha scelto di mettere sotto la lente un settore che è specchio dinamico, quanto a cambiamenti, nel mercato del lavoro.
Lo spiega anche Daniele Fano, Coordinatore del Comitato Scientifico del Randstad Research: “La logistica rappresenta il campo ideale per osservare le trasformazioni in atto. Un settore in crescita, posto dalla trasformazione digitale al bivio tra decrescita dei posti di lavoro per effetto dell’automazione e sviluppo di nuova occupazione per le funzioni richieste dall’innovazione. Stimiamo 500mila posti di lavoro a forte rischio da qui al 2027, ma i nuovi occupati potrebbero superare le professioni sostituite, a certe condizioni: occorre il coraggio di investire in processi e risorse umane capaci di creare valore, la capacità di cogliere le opportunità dei nuovi trend e di superare i lati più oscuri del settore, un impegno forte su formazione, organizzazione e management”. 

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