CONTINENTAL / Dopo il 2020, boom immatricolazioni. Triste primato Sud Italia per veicoli Euro 0

Martedí, 19 Luglio 2022

Dopo la crisi vissuta nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria ed economica, il 2021 avrebbe dovuto essere l’anno del rilancio per il settore dei trasporti. Ma si può parlare di vera ripresa? Per rispondere a questa domanda e capire le evoluzioni che hanno trasformato il comparto dei mezzi pesanti per il trasporto di merci e persone dopo il primo anno di pandemia, Continental ha realizzato la seconda edizione dell’Osservatorio sui macro-trend del trasporto pesante. Lo studio fa emergere le tendenze evidenziate dallo sviluppo del parco circolante, attraverso l’analisi dei dati sulle immatricolazioni, i tipi di alimentazione, l’anzianità e la categoria Euro.
Immatricolazioni- Il comparto dei mezzi pesanti per il trasporto merci ha chiuso il 2021 con 24.168 immatricolazioni, in crescita rispetto al 2020 del 23,2%. Tutte le regioni seguono il trend positivo ad eccezione della Puglia (-4,2%): ai vertici della classifica nazionale, la Valle d’Aosta registra la percentuale di crescita più alta (+164,7%) mentre il Veneto quella più bassa (+4,9%).
Le immatricolazioni in Europa sono aumentate in media del 21,2% rispetto al 2020. Tutti i Paesi hanno registrato in generale una crescita: forte progressione dell’Italia, come sottolineato, ma percentuali alte anche per Spagna (+12,2%), Germania (+10,4%) e Francia (+5,6%). Anche il settore nazionale del trasporto persone mostra un importante segnale di crescita, con 4.091 mezzi immatricolati nel 2021 a fronte dei 3.404 del 2020 (+20,2%). Uno scenario contrastante si presenta invece a livello locale, con l’Italia spaccata in due: 11 regioni chiudono con il segno meno; tra queste la Sicilia quasi dimezza la cifra passando da 194 a 112 veicoli (-42,3%). Tra le regioni in positivo, invece, il Lazio registra il salto più rilevante da 396 a 1.103 mezzi (+178,5%). La percentuale registrata in Italia è significativamente superiore a quella media registrata nell’UE (+2,8%).
Il dato, purtroppo, negativo e, ancora oggi, preoccupante è la presenza di veicoli Euro 0 circolanti sulle nostre strade. Il Sud Italia vanta, purtroppo, questo triste primato.
 

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