ANITA / Brennero: 'scelte politiche di transito devono essere prese da Paesi corridoio SCAN-MED'

Venerdí, 11 Giugno 2021

ANITA- Associazione del trasporto e della logistica di Confindustria, ringrazia il ministro Enrico Giovannini per avere affrontato - nel recente incontro dell’8 giugno con il Ministro dei Trasporti austriao, Leonore Gewessler, nuovamente il problema delle limitazioni unilaterali imposte dal Tirolo all’intercambio commerciale tra l’Italia e il Nord Europa attraverso il Brennero.
ANITA è convinta - e i dati delle misurazioni in Tirolo lungo la Valle dell’Inn lo dimostrano - che il problema ambientale dell’inquinamento dell’aria è stato da tempo superato, grazie al massiccio rinnovo delle flotte industriali delle imprese di autotrasporto che sono oramai in grandissima parte di ultima generazione con motori EuroVI o a trazione alternativa GNL (Gas Liquido Naturale) che oltre a ridurre del 50% il rumore, abbatte le emissioni inquinanti di NOx del 65%, le emissioni CO2 del 15% e le polveri sottili PM10 del 95%.
Le limitazioni ai mezzi pesanti introdotte dal Tirolo, basate sul principio della tutela della salute, non sono quindi più giustificabili.
I vertici di ANITA, a cominciare dal Presidente Thomas Baumgartner, sono più che convinti: non si può più tergiversare e aspettare il completamento della galleria ferroviaria di base del Brennero BBT, che non entrerà in funzione prima del 2034. L’infrastruttura ferroviaria attraverso il Brennero ha oramai più di 150 anni, è satura e al collasso, con pochissime possibilità di ulteriori incrementi per il traffico merci.
Occorre quindi urgentemente liberare l’asse stradale dagli attuali vincoli imposti dal Tirolo, come il divieto notturno, il pedaggio autostradale notturno pari al doppio di quello diurno, il divieto settoriale, i sistemi di dosaggio e divieti di transito la mattina delle giornate di sabato. Occorre che i mezzi possano transitare attraverso il Tirolo anche di notte per diluire il traffico durante il giorno.
L’economia italiana e il suo export necessitano infatti di vie di comunicazioni libere. 

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