ANFIA / Nel 2021 aumentate immatricolazioni LCV e autocarri. Domanda autobus allineata al 2020

Martedí, 19 Aprile 2022

E' stato pubblicato, da pochissimo giorni, il Focus di approfondimento realizzato dall'Area Studi e Statistiche di ANFIA, che analizza l’andamento del mercato europeo dei VCL, Autocarri, e Autobus durante tutto il 2021.
Complessivamente, lo scorso anno le immatricolazioni di veicoli commerciali nell'Unione Europea, EFTA e Regno Unito sono aumentate del 10,9%, fino a 2.126.686 unità. I volumi rimangono però molto al di sotto dei 2,187 milioni di veicoli immatricolati nel 2019, l'anno prima della pandemia.
1.981.412 sono veicoli commerciali leggeri, con un aumento del 10,5% su base annua, nonostante i risultati negativi degli ultimi sei mesi dell'anno. Le prestazioni sono state molto diversificate nei cinque "major markets". In Spagna (-4,0%) e Germania (-0,8%) le immatricolazioni di nuovi furgoni sono in lieve calo, mentre Francia, Italia e Regno Unito hanno chiuso l'anno in positivo, con volumi in salita, rispettivamente del 7,5%, del 14,7 e del 21,4%. Le nuove immatricolazioni di autocarri sono aumentate del 14,8%, per un totale di circa 342mila unità in tutta l'Unione Europea, allargata ad EFTA e UK. Tuttavia, il livello è ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia (-15,5% vs. 2019).
Tutti i 27 mercati dell'UE hanno registrato una crescita lo scorso anno. Tra i maggiori: Italia (+22,3%), Spagna (+8,1%), Germania (+5,6%) e Francia (+5,5%). Il Regno Unito ha invece visto crescere il proprio mercato del 5,5%. Le nuove immatricolazioni di autocarri sopra le 16 tonnellate sono aumentate del 19,2%, con un totale di 278.770 unità nell’area analizzata. Rispetto ai volumi registrati nel 2019, il mercato è in calo del 14,3%.
Sempre lo scorso anno, la domanda di autobus pesanti sostanzialmente è stata allineata ai volumi del 2020 (-0,1%). Tra i maggiori mercati europei, Regno Unito e Spagna hanno registrato un calo (rispettivamente -12,3% e -10,2%), mentre le immatricolazioni di autobus sono rimaste pressoché invariate in Germania (+0,2%). Italia (+11,1%) e Francia (+13,4%) hanno chiuso l'anno in positivo, registrando entrambe crescite a doppia cifra. 

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