ANFIA / 'Come ci si muove in Italia', il dossier su trasporto mobilità e passeggeri

Venerdí, 26 Giugno 2020

ANFIA, Associazione Nazionale Italiana Filiera Automobilistica, ha presentato un dossier, interamente, dedicato alla mobilità e al trasporto nel nostro Paese. "Come ci si muove in Italia?" o "Come ci muoviamo'". Partendo da questo quesito, si è cercato di dare una serie di risposte.
Negli ultimi 20 anni, in Italia sono stati immatricolati 78mila autobus nuovi, con una media annuale di quasi 4.700 unità nel decennio 2000-2009, scesa a poco più di 3.100 unità in quello successivo, 2010-2019. La precedente crisi economica ha segnato profondamente il settore, con una domanda appiattita su una media annuale di 2.800 autobus dal 2009 al 2014, conseguente al calo degli investimenti delle Regioni per l’ampliamento e il rinnovo delle flotte destinate al TPL. Un trend che ha determinato un forte invecchiamento del parco, con effetti negativi per l’ambiente e per la sicurezza dei veicoli e dunque dei passeggeri e degli autisti. E' venuta a mancare a livello nazionale e locale l’urgenza di investire nella mobilità pubblica con servizi moderni ed efficienti alternativi al trasporto privato e un’azione concreta contro l’inquinamento atmosferico.
Dal 2015 le immatricolazioni di autobus sono progressivamente aumentate. Nel 2019, il mercato è diminuito del 3,1% rispetto al 2018, con 4.357 nuove immatricolazioni (elaborazioni ANFIA sui dati del Ministero dei Trasporti al 31/03/2020), i volumi più elevati degli ultimi 10 anni dopo quelli del 2018. A spingere sono state soprattutto le vendite di autobus urbani e interurbani, grazie al rinnovato interesse pubblico verso il settore.
L'andamento del mercato ha impattato duramente sulla produzione nazionale di autobus: nel 2019, solo 627 unità, contro una produzione italiana che nel 1998 ammontava a quasi 4.000 autobus, l’11% della produzione UE. Dal 1998 ad oggi, il tasso di decrescita percentuale medio è stato dell’8,4% e dal 1998 al 2006 la produzione media annuale è stata di 3.000 autobus. Dal 2007 al 2011 i volumi medi prodotti sono scesi a 1.100 all’anno. 20 anni di andamento altalenante, confidando sulle commesse statali o regionali, come avviene nei major market europei in cui sono presenti costruttori di autobus.
Gli investimenti pubblici degli ultimi anni e quelli previsti a breve-medio termine per il rinnovo delle flotte del TPL e la presenza di un parco circolante (pubblico e privato) poco efficiente sotto il profilo ambientale e della sicurezza, inadeguato al bisogno di servizi moderni e alternativi al trasporto privato, sono presupposti che potrebbero sostenere una ripresa della filiera produttiva nazionale, dove non mancano know-how e avanzate competenze tecnologiche in materia ambientale. 

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