TRASPORTO PASSEGGERI / Aereo, in Italia è crisi

Martedí, 3 settembre 2013

È nero il cielo sopra l'Italia. Le compagnie aeree tricolori non godono di buona salute, tra aziende che falliscono e passeggeri lasciati a terra nonostante il biglietto pagato. A delineare il quadro drammatico è stato Il Fatto Quotidiano, secondo cui l'ultima a entrare in crisi è stata Meridiana, costanta al pricipe ismailita Karim Aga Khan circa 500 milioni di euro in sette anni.
Secondo l'ultimo bilancio datato 2012, la compagnia ha chiuso con perdite per 180 milioni, mentre Air Italy, altra controllata del gruppo, ha messo a bilancio un rosso da 50 milioni.
L'ALLARME DEI SINDACATI. A confermare la situazione difficile è stata l'assenza di Aga Khan alla festa per le nozze d'oro di Meridiana che nel frattempo ha anche rinunciato alla continuità territoriale (lo sconto sui biglietti per i cittadini residenti in Sardegna).
«Per la compagnia è una rinuncia a volare», ha riferito al quotidiano diretto da Antonio Padellaro Marta Cortesani, assistente di volo e sindacalista Ugl. «È l'avviso di una chiusura».
SMANTELLARE MERIDIANA. I guai per Meridiana - un tempo compagnia solida nata dalle ceneri di Alisarda - non sono però finiti. Recentemente i dipendenti della compagnia - in 1.350 sono stati collacati in cassa integrazione a rotazione - hanno manifestato in maniera spontanea a Olbia per contestare i «pesanti tagli del costo del lavoro» e il «disimpegno della Regione Sardegna nel rifinanziamento della continuità territoriale».
VERSO COMPAGNIA PIÙ SNELLA. Secondo quanto riferito da un pilota alla Nuova Sardegna, «è in corso un'acquisizione da parte della controllata Air Italy delle linee». Che tradotto significa per Meridiana di dismettere con più facilità, visto che la compagnia vola con una licenza temporanea rilasciata dall'Enac. In merito Cortesani ha spiegato: «Air Italy è più snella e di più facile gestione. Ha 200 dipendenti contro i 2 mila di Meridiana. L'operazione è nota da mesi per creare una compagnia più piccola e chiudere l'altra».

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