INFRASTRUTTURE / Il Comune di Trieste frena sulla Tav

Martedí, 3 settembre 2013

Il Comune - in scia alla recentissima e non dissimile decisione assunta dalla Provincia - tira il freno a mano lungo l’iter burocratico che dovrebbe portare, entro il 2040, alla realizzazione della Ronchi-Trieste, la tratta locale della Tav. La giunta Cosolini è fresca di delibera nella quale - «seppur ribadendo il valore strategico di un sistema infrastrutturale di trasporto e di comunicazione adeguato alla funzione logistica e portuale, alla collocazione europea», con tanto di richiesta all’amministrazione Serracchiani di «un intervento nei confronti di Governo e Ferrovie per un pronto confronto che sciolga i nodi aperti» - ha stabilito di «non esprimere parere» sulla versione del progetto preliminare della Ronchi-Trieste aggiornata con le ultime integrazioni ambientali. Una versione che Italferr ha spedito alla Regione, in risposta alle condizioni e alle prescrizioni che la stessa Regione aveva raccolto da tutti gli enti locali, sintetizzato e inviato al Ministero dell’Ambiente nell’ambito della procedura di Via. La delibera - il cui valore non è vincolante per Regione e Governo ma ha comunque un forte sapore simbolico - ora sta transitando nelle circoscrizioni, poi tornerà in giunta, quindi si avvierà all’ultima parola del Consiglio comunale, la cui discussione con voto decisivo dovrebbe essere calendarizzata entro un paio di settimane. La conclusione alla quale arriva però il provvedimento è già preda di polemiche, con la maggioranza (si legga sotto, ndr) accusata dalle opposizioni di aver deciso di non decidere per evitare pubbliche spaccature come quando, nell’estate del 2012, il centrodestra venne in soccorso al Pd per far passare il parere favorevole condizionato proprio sulla Tav, osteggiato dall’ala sinistra della maggioranza stessa. L’ultimo documento, dopotutto, è entrato in giunta - portato da Umberto Laureni, l’assessore all’Ambiente in quota Sel - con un parere originariamente contrario stilato dagli uffici tecnici. È uscito appunto senza più parere.

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