ASSOGOMMA / Pneumatici: cambiano le regole

Giovedí, 25 Luglio 2013

Le normative vigenti - vedi Direttiva 92/23/CE e Regolamenti ECE/ONU n. 54 - prescrivono che i pneumatici per veicoli commerciali devono riportare, tra le altre marcature, anche la data di fabbricazione. Con la data di fabbricazione si intende assicurare la cosiddetta “tracciabilità”, ovverosia consentire al Fabbricante del prodotto di poter risalire ad uno specifico lotto di produzione laddove lo stesso presentasse anomalie dopo la sua immissione in commercio. Dall’inizio degli anni 2000 la data di produzione è composta da quattro cifre, le prime due indicanti la settimana, e le seconde due l’anno (es:1505 significa prodotto durante la 15ª settimana del 2005). Precedentemente la data era composta da tre cifre: le prime due indicanti la settimana e la terza l’anno (es: 208 -seguito da un triangolo per gli anni ‘90- indicava prodotto nella ventesima settimana del 1998 ). Normalmente tale marcatura si trova dopo una serie di lettere e numeri preceduti dalla sigla DOT (Department Of Transportation), che attesta la rispondenza agli standard americani. La sigla DOT non è obbligatoria per l’Europa e quindi può non essere presente sul pneumatico mentre la data di fabbricazione deve essere sempre riportata sul fianco del prodotto. Per quanto riguarda la durata del pneumatico è opportuno precisare che a livello normativo non esistono prescrizioni o limitazioni di impiego direttamente riferite e/o collegabili alla sua data di fabbricazione. La durata in servizio dei pneumatici dipende soprattutto dalle condizioni di impiego alle quali il pneumatico è soggetto durante la sua vita oltre alle condizioni di immagazzinamento. Per condizioni di impiego si intendono: carichi, velocità, mantenimento delle pressioni di gonfiaggio, tipologia e condizioni delle strade, urti dovuti a buche/marciapiedi, esposizione ad agenti atmosferici(sole, acqua, ecc.), ecc. Per condizioni di immagazzinamento si intendono tutti quei fattori da tenere sotto controllo che possono influire sull’invecchiamento del prodotto: temperatura, umidità, fonti di calore, luce e raggi ultravioletti, contatto o vicinanza con altre sostanze quali ad esempio solventi, idrocarburi, olii e grassi, ecc. Dato che tutte le condizioni sopra indicate sono fortemente variabili, è impossibile prevedere a priori la durata di un pneumatico e quindi è impensabile poterne definire una data di scadenza.

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